home | siti storici | torre TORRE DI SAN MICHELE (Torre del FAI)
Inserita nel perimetro del cimitero di San Michele di Pagana, sulla scogliera che si protende nel mare alle spalle della chiesa parrocchiale, si erge una torre quadrilatera di modesta mole che, pur nella sua vetustà, mostra per la solidità che la contraddistingue lo scopo per cui essa venne costruita nella seconda metà del XVI secolo.
Si trattava, come è facile intuire, di poter assicurare protezione e difesa dai pirati turchi a questo tratto di costa dove le tre baie di Travello, Prelo e Pomaro rappresentavano approdi sicuri nella parte occidentale del nostro golfo.
La motivazione pertanto era la stessa che aveva visto nascere nel 1550 il castello sul litorale antistante Rapallo e, l'occasione, una petizione degli abitanti di San Michele vivamente allarmati per il pericolo incombente.
Il Senato genovese aveva inviato sul posto un tecnico che, assieme al Capitano Gerolamo Roisecco, aveva indicato che "...acciò si potesse dare opportuno rimedio ad ovviare che le fuste e altri vascelli de infedeli non potessero mettere scala in terra in detto loco... era di necessità si facesse una torre sopra il Capo dello Giexa di detta capella di Santo Michaelo propinquo alla marina quale fortezza saria guardia non solamente alli abitanti in detta capella, ma anche a conservazione del borgo di Rapallo e di Santa Margherita".
Il 16 maggio 1562 i patrizi genovesi Raffaele Vivaldi e Andrea De Franchi, d'intesa col podestà rapallese Gerolamo Giustiniani e coi consiglieri del quartiere di Olivastro, fissarono in lire 600 il contributo per la realizzazione del forte, mentre, con decreto del 22 maggio seguente, il Doge destinava a tale scopo i proventi della cancelleria rapallese sino al 1 gennaio 1563.
I delegati di San Michele, Martino Costa e Vincenzo Molfino, il 26 giugno 1562 assunsero impegno di erigere la torre entro un anno prestando per essi solenne cauzione il patrizio Raffaele Vivaldi.
I lavori vennero sollecitamente avviati nella località detta anche "Capo del Prete", mentre anche a Zoagli una torre veniva eretta sul piccolo promontorio ove oggi trovasi la Villa Canevaro.
Sorsero però ben presto difficoltà d'ordine finanziario avendo il rappresentante di Olivastro Nicolò Molfino, pressato dagli impegni, richiesto di imporre la tassa anche a carico dei patrizi genovesi proprietari di beni e case per villeggiatura in San Michele ed il rimborso delle quote di partecipazione versate per il castello di Rapallo per l'ammontare di lire 70.
Il Senato trovò una soluzione transattiva che risolse solo parzialmente la situazione perché se la parte muraria del forte era giunta a termine, l' 1 agosto 1563 il podestà rapallese Paolo Italiano doveva segnalare all'autorità genovese che... "l'anno passato fu fabricata una torre qui a San Michele per ordine di VS. Ill.me la quale resta sino a qui senza provisione di munizione, cioè di artellaria, la qual cosa potria causare gran danno perché detta torre resta guardia di due cale dove si potriano accomodare qualche corsali".
Il sammargheritese Bartolomeo Malaspina poi, in una lettera al Senato datata 27 agosto 1563, dopo aver definito la torre "bella e buona", diceva che essa si trovava però "senza marito" mancando di armamento e non effettuandosi con regolarità il servizio di guardia per la defezione degli uomini del quartiere. A ciò aggiungeva che quelli di San Lorenzo rifiutavano di scendere a vigilare sul "Capo del Boggio", poco distante dalla nuova torre di San Michele, perché i corsari turchi avrebbero potuto, durante la loro assenza, saccheggiare le loro case ove... "si trovavano ottanta pezie di velluti su li telari et altrettanta seta".
II Doge, con decreto 19 giugno 1564, ingiunse però agli uomini di San Lorenzo di effettuare a San Michele i turni di vigilanza loro spettanti, mentre aveva inviato a Rapallo il patrizio Francesco Grimaldi perché verificasse tutta la linea difensiva sulla nostra costa.
Ne scaturirono restauri e rafforzamenti ai castelli di Rapallo e Santa Margherita e venne decisa la ricostruzione della torre presso le antiche saline nelle adiacenze della foce del torrente Boate, sui ruderi di quella edificata dai Doria nel XIII secolo.
Il fortilizio cadrà poi sotto l'urto delle onde durante un terribile nubifragio il 23 ottobre del 1626.
Si avviarono poi le opere per erigere altri forti alla scogliera detta "Giara di Vigo" (località oggi denominata Castello dei Sogni) ed al Capo di Garibaldo fra Santa Margherita e Paraggi.
la Torre di San Michele assolse per molti anni alla sua funzione, conoscendo alti e bassi legati all'insorgere di nuovi pericoli dal mare. Ad essa inoltre si affiancò dal 1625 il castello, realizzato su un altro promontorio, sempre a San Michele, nella proprietà della famiglia Orero, di assai maggiore rilievo.
Al lento inarrestabile degrado ha posto provvidenziale rimedio l'acquisizione del forte da parte del Fondo per l'Ambiente Italiano che, negli anni Ottanta, ha proceduto al recupero conservativo di questa importante traccia del passato.