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le attività del sestiere

Il termine “ Sestiere” (dall’arcaico “sestiero”) indica ciascuna delle sei parti in cui erano suddivise alcune delle antiche città Italiane. A Rapallo il termine “Sestiere”compare per la prima volta nel 1608,anno in cui il paese di Rapallo da sede di Podesteria diventa capoluogo di Capitaneato.
Il Capitanato di Rapallo era un territorio molto vasto; il limite occidentale era costituito dal borgo di Ognio(Valle Fontanabuona),quello settentrionale da Favale di Malvaro(Valle Fontanabuona),il confine orientale era rappresentato da Cichero(Valle Stura),mentre il limite meridionale si trovava a Portofino. Il territorio era formato da sei Sestieri: Pescino, Olivastro, Amandolesi, Borzoli, Oltremonte e Borgo. Oggi nell’ambito del territorio comunale si possono individuare sei sestieri, sorti dopo che fu decretata la fine del Capitanato di Rapallo e così denominati da occidente verso oriente: SAN MICHELE, COSTAGUTA, CAPPELLETTA, CERISOLA, BORZOLI e SEGLIO.
SAN MICHELE già appartenente al sestiere di Olivastro il cui nome indica chiaramente che l’olivo rappresentava nella zona la principale fonte di reddito,la bandiera del sestiere è di colore azzurro come il mare che lo cinge,con raffigurato il santo protettore San Michele . Il sestiere è l’unico fra i sei che non appartiene alla parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio di Rapallo,infatti l’intero territorio è compreso nella parrocchia di San Michele Arcangelo. Attualmente il sestiere confina ad ovest con il comune di Santa Margherita Ligure, a nord con il sestiere Costaguta ad est ed a sud con il Golfo del Tigullio e comprende le seguenti località: Banchi, Briscalli, Capo San Michele, Case Nuove, Castagnino ,Cavetto, Costa Burrasca, Costa dei Merelli, Costigliolo, Langan, Maggio, Montemezzano, Pamini, Pietrafredda, Pomaro, Prelo, Punta Pagana, Quattro Strade, Rimessa ( Saltincielo), San Nicola, Travello e Zuffola.
I confini del sestiere il capitaneato di Rapallo

San Michele di Pagana (dal latino “pagus” che significa villaggio ) è un caratteristico borgo marinaro disposto a 25 mt sul livello del mare (altitudine della chiesa) tra Rapallo e Santa Margherita Ligure,al margine di una suggestiva insenatura principale che si articola in tre baie incantevoli:Pomaro,Travello e Prelo,in tempi antichi utilizzate dai romani e dai pirati come porti sicuri ed oggi delimitate dagli arenili e collegate tra loro con una passeggiata a mare pedonale che offre scorci caratteristici su gran parte del Golfo del Tigullio.
GLI ALTRI SESTIERI:


COSTAGUTA,già appartenente al sestiere di Olivastro,la bandiera del sestiere è di colore verde come i suoi boschi e i suoi oliveti,con raffigurati i santi Gervasio e Protasio

CAPPELLETTA,già appartenente al sestiere di Amandolesi,la bandiera del sestiere è arancione come il colore delle terre argillose che un tempo alimentavano le fornaci,con raffigurata la santa protettrice Sant’ Anna.

CERISOLA,già appartenente al sestiere di Amandolesi, la bandiera del sestiere è di colore bianco, perché è il colore della tradizione,inoltre il patrono Sant’Agostino ,anch’egli rappresentato,ha le insegne di quel colore.

BORZOLI,unico ad essere presente, con un territorio più vasto di quello attuale, nei primi sestieri del capitanato di Rapallo,la bandiera del sestiere è di colore rosso come le insegne del rappresentato Santo protettore San Bartolomeo..

SEGLIO,già appartenente all’antico sestiere di Borzoli, la bandiera del sestiere è di colore giallo,segno di pericolo ,perché il patrono San Rocco ,anch’egli rappresentato ,è protettore contro le pestilenze.
I sei sestieri,durante le feste di luglio innalzano sui pennoni rionali la bandiera di San Giorgio(il capitaneato faceva parte dei territori di Genova),con impresse in campo bianco l’effige del santo patrono del sestiere e della N.S.di Montallegro patrona principale di Rapallo ,eletta a questo rango dalla Congregazione dei Riti di Roma nel 1739 dopo aver visto il parere favorevole di tutte le parrocchie e tutte le comunità del territorio chiamate a valutare la proposta fatta nel 1736 dai maggiorenti del Capitaneato Inoltre i sestieri e “sparano” i fuochi in onore della Madonna di Montallegro incendiando il cielo con mille colori.
Sulle origini delle sparate ed dei fuochi come oggi possiamo ammirarli,rimangono alcuni documenti risalenti il 1611 e 1625 e riguardano l’acquisto di materiali necessari alla loro fabbricazione e al tipo di salve utilizzate, e da quanto risulta dagli archivi del capitaneato ,i soli “mascoli” erano ammessi. Per i sestieri i fuochi in onore per la N.S. di Montallegro hanno un significato che va ben oltre l’aspetto estetico dei festeggiamenti , sin dal giorno successivo alla sua apparizione a Giovanni Chichizola, avvenuta il 2 luglio 1557 giorno in cui la la santissima Vergine lasciò ai Rapallesi una preziosa icona di origine bizantina come segno di predilezione con la richiesta di essere venerata nel luogo in cui era apparsa dove oggi si innalza il Santuario a Lei dedicato. Per i “massari” ,che,nel più genuino spirito di servizio,si accollano tutte le complesse incombenze legate alla presenza dei sestieri nel solco della tradizione e di fatto ne assicurano la continuità per le generazio-ni future,i fuochi rappresentano ,attingendo ad un sentimento religioso remoto,l’essenza stessa della devozione alla Madonna di Montallegro.

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