San Michele oggi e’ una perla che vive su un’onda arrivata da lontano. Conserva genuini molti tesori, mantiene amici, feste e amori. Dei nonni e bisnonni c’e’ sempre traccia, figli e nipoti la tengono aperta. Le immagini seguono storie parallele e vite incrociate. Le generazioni sono tante. I maestri d’ascia creavano gozzi e leudi, i pescatori andavano per cale e baie, i marinai puntavano Elba e Sardegna. D’estate irrompeva la folla, all’assalto di angoli e rocce, di sassi e pontili, spiaggia e gradini. Le pagine sono un invito a venire, ma, per chi e’ gia’ stato accolto, ha un obiettivo superiore. Un altro invito, ad osservare e capire. San Michele intreccia storie che esprimono valori. Chi li ha impressi, cercati, raccolti in queste istantanee, ha l’ambizione di acchiapparli dal passato e gettarli nel futuro, metterli a disposizione di altri. Abbiamo ereditato questi luoghi perche’ i nostri avi hanno agito in un certo modo, facendo scelte che hanno anche cambiato strade, piazze, vicoli e mulattiere. Anche le spiagge sono mutate. Il cemento ha aiutato a crescere e a vivere meglio, ma ha segnato anche anni dolorosi per il borgo modificandone il paesaggio. Le fotografie ispirano nostalgia, mista pero’ a un sentimento che si avvicina alla commozione. Le mangiate di pesce sugli scogli trasmettono una allegria contagiosa. Pescatori e cuochi sono gente di San Michele, sono compaesani cresciuti insieme che insieme hanno continuato a vivere a lungo. Ci chiediamo quale spirito li muovesse, cosa li accomunasse. Il progressivo allontanamento delle nuove generazioni alla ricerca di nuove opportunità di lavoro, le nuove richieste di mercato, la chiusura dei negozietti che creavano la vita, il traffico in aumento sulla litoranea hanno drasticamente modificato la vita della comunità, mettendone in pericolo la stessa sopravvivenza. La gente del borgo mostra pero’ di avere qualcosa in piu’, sembra superare indenne ogni ostacolo. La voglia di stare insieme e di condividere svago e fatica ce l’hanno oggi intatta vecchi e ragazzi, come la avevano vecchi e ragazzi di allora. Sara’ merito del mare e dei suoi riti se nessuno evita di porgere una mano. A.Carlevaro |