home | chiesa | storia

La chiesa parrocchiale sorge su una collinetta sovrastante le baia di Trelo e Prelo.La notizia più antica risale al luglio 1133,e la troviamo su una piccola lapide fissata alla parete destra racchiusa in una cornice con la scritta:"VETUSTAS HUIUS,HIC ET HINC ELUCET".Il testo indica: "ANI DOMINI MILLESIMO CENTESIMO TRIGEXIMO TERCIO MENSE LULIUS".La tradizione vuole che il tempio sia stato eretto su di un presistente edificio pagano(da qui l'origine del nome Pagana, da "Pagus" o villaggio romano).C'è un'altra ipotesi,avanzata dallo storico G.L. Barni e suffragata da non pochi elementi,che sul promontorio sia sorta inizialmente una cappella per il presidio militare Longobardo qui insediato nel VII secolo.I Longobardi amavano molto San Michele,ed essendo seguaci dell'arianesimo erano definiti pagani dai cattolici.Un marmo posto nella chiesa, a destra dell'ingresso,reca la data del 3 giugno 1198 e ricorda che Ansaldo Di Negro donava a prete Domenico,rettore di San Michele,una terra posta in Pomaro con l'obbligo di fare luminarie agli altari del Santo Titolare ed a quello della Beata Vergine ch'egli aveva fatto erigere. chiesa di San Michele

Arcangelo Michele Il tempio rimase nella sua forma originaria per diversi secoli,anche se con ogni probabilità subì danneggiamenti, allorchè nel settembre 1432 la flotta veneziana assaltò Rapallo Zoagli e Santa Margherita.
Una completa trasformazione venne avviata nel 1581 e si protasse per alcuni decenni grazie all'impegno del rettore Bartolomeo Orero.Ne è conferma anche la decisione del Senato Genovese del 14 gennaio 1604,con la quale si autorizzava l'erogazione per un triennio di 250 lire annue agli abitanti di Pagana che avevano fatto presente come la loro chiesa " è tutta rovinosa e ultimamente il campanile ha dato segno di dover rovinare e la canonica è quasi del tutto inabitabile e gli uomini sono poveri..."
Nuove modifiche alla chiesa vennero attuate dal 1749 al 1793 dal Rettore Lorenzo Gimelli che verrà nominato Prevosto.Negli anni successivi sono stati apportati abbellimenti e migliorie,soprattutto alla canonica ,al sagrato e al campanile.

Oggi l'interno,a navata unica,conduce all'altare maggiore sormontato da un prezioso crocifisso ligneo della scuola del Maragliano.Due altari laterali sono dedicati al Cristo in croce e alla Madonna del Rosario.
I Marchesi Spinola contribuirono non poco all'arricchimento interno della chiesa; vollero infatti donare, oltre a due tavolette fiamminghe del Quattrocento,tele di grande pregio attribuite a Guido Reni, al Guercino, a Luca Giordano ed ad altri celebri pittori del XVI e XVII secolo. Il nobile Francesco Orero nel 1643 donò il celebre Cristo,del Van Dyck, che l'artista fiammingo avrebbe dipinto durante il suo soggiorno a San Michele tra il 1621 e il 1624.
La tela ritrae il donatore penitente in ginocchio sotto la croce con affianco San Francesco e San Bernardo che per lui intercedono.Sulla facciata si erge la statua di San Michele Arcangelo sopra l'ingresso affiancata da quelle di San Pietro e Paolo, poste nelle due nicchie.
Van Dyck

Note storiche tratte dal libro "RAPALLO" che descrive i monumenti presenti sul territorio comunale.